#Pillole: la moda come divertimento       Elio Fiorucci 

 

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''Fiorucci rappresentava la vampata della giovinezza senza la politica, dall'anticonformismo senza lo spinello, della lotta al sistema senza lo scontrino fisico, dalla fantasia senza la necessità di mandarla al potere. Rappresentava un cuneo di gaiezza, una sosta che consentiva finalmente frivolezza, un modo di non farsi emarginare dalla turbolenza e dal nuovo, però sottraendosi dall'obbligo di occuparsi di proletariato di massa, di guerra allo stato, di movimento e poi alla fine di terrorismo.''

….. A scritto lui Natalia Aspesi.

Con le sue folgoranti intuizioni, Fiorucci anticipa fenomeni, lancia tendenze, crea un nuovo modo di vestire che si beffa del perbenismo formale e del conformismo mentale, dei primi anni '70, scompaginando il guardaroba con la ventata di novità in the road della Swinging London. 

 


 

Dopo un viaggio a Londra in pieno anni '60, apre a Milano un negozio dove propone le novità – inedite per l' Italia – della scena anglosassone e statunitense.

Nel 1970 dà vita ad una collezione propria, distinta da due angioletti vittoriani che sono ancora l'emblema del suo stile, che inietta linfa vitale nell' esangue panorama della moda italiana, che langue per difetto di fantasia e per eccesso di omologazione .

A Fiorucci '' stratega del nuovo '' , spetta il merito di avere introdotto nuovi modi di pensare la moda.

Abolisce il total look coordinato in nome di una libertà che fa rima con divertimento, gioco, contaminazione

Il suo guardaroba ideale è costituito da un'infinità di pezzi intercambiabili.

La moda diviene per la prima volta un puzzle, in cui abiti e accessori si mescolano insieme con assoluta autonomia , totale anarchia, per costruirsi uno stile personale in sintonia con il sentire del momento.

Con Fiorucci la moda esce dall'atelier, si ispira alla strada, detronizza i re dello stile per far diventare ognuno stilista di se stesso.

Con lui colori e segni grafici fanno la loro irruzione su felpe, t-shirt top, come nelle maglie a grosse righe orizzontali rosse e bianche che portano a lettere cubitali il nome del loro autore : una rivendicazione di paternità del tutto inusuale, almeno fino a questo momento, nel settore dell'abbigliamento.

 


 

Fiorucci è ancora una volta antesignano nell'utilizzare lo spazio bianco delle T-shirt come una pagina da riempire,

un foglio d'album da disegnare,

il luogo dal quale lanciare messaggi di ogni sorta : provocatori, ecologisti, disinpegnati.

 

 

 

Il suo repertorio iconografico pesca sopratutto dall'immaginario collettivo targato USA, spaziando dal cinema hollywoodiano al mondo dei fumetti di Walt Disney, dalle pin-up alle insegne di Las Vegas, fino a citazioni dalla Pop Art e dal Graffitismo.

 

Nel 1976 apre uno store a New York, che viene scelto da Andy Warhol per il lancio della sua famosa rivista " Interview ".

Nel 1984 Keith Haring cambia faccia al negozio Fiourucci di Milano con un happening di pittura della durata di due giorni e una notte, ripreso da tutte le televisioni.

Fiorucci è tra primi a portare in Italia quei materiali mai usati prima nella moda, a partire dalla plastica, che trasforma in particolari e divertenti borse, scarpe e bijoux.

Ma nella storia del costume, non solo in quella della moda, Elio Fiorucci è sopratutto sinonimo di jeans.

Li vende a poco migliaia di lire, come emblema di una moda a portata di tutti. Quando per una mostra il Metropolitan Museum di New York chiede a  Bruce Springsteen un oggetto simbolo della sua personalità, la rock star consegna la chitarra e i jeans di Fiorucci.

E' il primo ancora una volta a renderli glamour e sexy, ma non si ferma qui:

nel 1982 lancia il primo jeans stretching mischiando lycra e denim per rendere i suoi cinque tasche più aderenti e seducenti;

nel 1987 fa uscire la selvaggia linea Apaloosa, cucitacon la macchina per selle;

nel 1999 è la volta dei Lollies, pastelli di rosa, azzurro, bianco e nel 2004, ispirandosi a un principio finora riservato al design, crea il primo jeans ergonomico, con tagli ad hoc che regalano al corpo proporzioni perfette.

Dal 1977 dirige la scuola Fiorucci di Moda e Abbigliamento.

DENTRO IL CAPOLAVORO

Elio Fiorucci Jeans 1978

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Nella storia del costume e non solo in quella della moda, Elio Fiorucci è sinonimo di jeans. un' equazione inevitabile, in quanto è il primo a trasformarlo da pantalone per il tempo libero e da emblema di ribellione a capo irresistibilmente sexy, ad alto tasso erotico.

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Coglie in pieno i punti focali nel rinventarlo, ne ridisegna le forme sull'anatomia femminile per esaltare e modellare le natiche, con un'audacia trasgressiva in linea con lo  spirito free degli anni '70.

"Playboy" definisce Fiorucci un "benefattore della società perché ha ridisegnato il sedere delle italiane". Un effetto perseguito con totale, quasi maniacale attenzione: ogni nuovo modello viene, infatti, provato addosso alla figura di una indossatrice, sempre a disposizione in sala taglio.

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Il taglio perfetto anche delle gambe, le rifiniture accurate (le stesse etichette sono ricamate), la straordinaria vestibilità ne fanno un capo d'abbigliamento sofisticato e all'ultima moda. Qui il jeans è realizzato in denim, la tradizionale tela blu dalle caratteristiche sfumature indico, ma Fiorucci lo propone negli stessi anni in un'estrema varietà di colori e materiali, dal lurex satinato all'acetato fluorescente, dalla tigre sintetica all'oro artificiale, fino al vinile.

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Con jeans si indica un tessuto di cotone robusto e molto resistente; nasce a Genova (Gênes in francese, da cui il termine Jean), dove fin dall'Ottocento viene utilizzato per realizzare le uniformi per gli scaricatori del porto. Nel 1850 jeans non indica più un tessuto, bensì un tipo particolare di pantalone, creato a San Francisco da Levi Strauss, che lancia un modello a cinque tasche per i cercatori d'oro.

 

 

"Io non mi sento uno stilista, mi sento una persona libera, un sensitivo che ha incontrato molte persone e che si è fatto affascinare e suggestionare dagli occhi dai loro occhi. Io guardo le persone negli occhi, è questo che mi ha portato a sperimentare e innovare credendo in primis nella forza delle persone."

 

 

 

 

 

Perfectionist

I am not a perfectionist,

But still i seek perfection.

I am not a great romantic,

But yet i yearn for affection. 
Io non sono un perfezionista, 

ma ancora cerco la perfezione. 

Io non sono un grande romantico, 

ma ancora desidero affetto.

~ In The Depths of Solitude ~

I exist in the depths of solitude 

pondering my true goal 

trying 2 find peace of mind 

and still preserve my soul 

constantly yearning 2 be accepted 

and from all receive respect 

never comprising but sometimes risky 

and that is my only regret 

a young heart with an old soul 

how can there be peace? 

how can i be in the depths of solitude 

when there r 2 inside of me? 

this duo within me causes 

the perfect opportunity 

2 learn and live twice as fast 

as those who accept simplicity.

Nelle Profondita Della Solitudine 
Io esisto nelle profondità della solitudine 

ponderando al mio scopo reale 

provando a trovare la pace della mente 

e ancora preservare la mia anima 

desiderando costantemente di essere accettato 

e tutto il rispetto ricevuto 

mai compreso ma qualche volta accettato 

e questo è il mio solo rammarico 

un cuore giovane con un'anima vecchia 

come può esserci pace? 

Come posso essere nelle profondità della solitudine 

quando ci sono 2 cose dentro di me? 

Questo duo dentro me causa 

la perfetta opportunità 

d'imparare a vivere 2 volte così veloce 

come quelli che accettano la semplicità.



|||Sono stato cresciuto in questa società, perciò non c'è modo di aspettarsi che io sia una persona perfetta, ho intenzione di fare tutto quel che mi pare, non sono un rolemodel.|||
Tupac Amaru Shakur 


Hope

Il mio mondo non è come quello degli altri, 

voglio di più, 

esigo di più,

c’è in me una sete d’infinito, 

un’angoscia costante che io stessa non comprendo, 

visto che non sono affatto una pessimista.

Sono piuttosto un’esaltata, con un’anima intensa, 

violenta, 

tormentata, 

un’anima che non sta bene, 

che ha nostalgia…

chissà di che!

Vinyl artistic ACDC


Prendere la vita alla leggera, 

Vivere  liberi

Con un biglietto di sola andata

Non voglio niente, lasciami stare

Prendo tutto in un colpo solo

Non ho bisogno di motivi, nè di ragioni

Non c’è altro che preferirei fare

Sto sballando, è tempo di festa

Anche i miei amici saranno lì

Sono sulla strada per l’Inferno

Nessuno stop, nessun limite di velocità

Nessuno riuscirà a farmi rallentare

Come una ruota deve girare

Nessuno mi farà perdere tempo

Hei, Satana, ho pagato i miei debiti

Suono in un gruppo rock

Hei, Mamma, guardami

Sono sulla strada per la terra promessa

Sono sulla strada per l’Inferno

Non fermatemi

Sono sulla strada per l’Inferno

E sto andando giù, giù fino al fondo

Sono sulla strada per l’Inferno.

Vinyl artistic           PINK FLOYD 

Hey… 

guardami… 

mi vedi…

È straordinario quello che puoi fare quando non devi più guardarti allo specchio… mai più

 

Vivere male per scrivere bene

Dire di amare per fingere insieme

Un gene che viene da un unico seme (quello dell’odio)

La mano sul foglio in delirium tremens

 

Chi c’è di più solo dell’uomo che teme?

E Spicca il volo solo se il suolo cede

Appicca il fuoco però Dio non lo vede

Invidia lo stolto perché non se lo chiede

 

Ammira lo stronzo perché tace e procede

Rovina il suo corpo e il sogno prosegue

S’inchina al rimorso e beve!

 

In quanto a me mi troverai tra le spine

Sono quello che vorresti dire ma non vuoi sentire mai…

Io non cerco un lieto fine

Ma se vivere è morire allora è meglio benedire i guai.

 

E andare via da qui

Fare passi da giganti sopra gli elefanti di Dalí

Sciolgo il tempo come Vinavil

E raccolgo ciò che ho perso in una vita in tilt

 

Che mi porto appresso, porta un rododendro

Ma io scrivo mezzo morto sotto un cipresso

Lei mi beve la goccia ma io non commento

A cosa serve una doccia se ero sporco dentro?

 

E VAI GIÙ!

 

Dove il buio è affascinante

E il lato oscuro ti sembra più interessante

Imprigionati per sempre dentro un instante

In cui il dolore lancinante è ormai distante

Mi chiedo se mi vedi

(ma quando ho chiesto tu dov’eri al buio pesto scrivo un testo volentieri)

Se mi credi

(come ieri tu cerchi chi eri ma non c’è un richiamo immerso tra i sentieri dei pensieri più sinceri… TI AMO)

 

E dopo il vuoto, fuoco dalle sentinelle

Dalle mani di chi pensi non ti mentirebbe

Sto in una città senza stelle

Sarà per questo che tutti si credono artisti o modelle

 

Il vero ribelle è stato incatenato

Nello scantinato, tra le fiamme e il pathos

Rimpiazzato da un fighetto platinato

Che sta bene sopra un giornaletto patinato

 

E grazie a dio non mi sono mai accontentato

Meglio un uomo tormentato che addormentato!

Quando ho cercato del rispetto a buon mercato

Avevo il petto già accoltellato, uh!

 

Follia e intelletto scopano a letto nel mio cervelletto

I suoni assordanti dei loro orgasmi sono le parti integranti di ogni mio versetto…

 

Dimmi che non sto perdendo tempo

Dimmi che questo dolore ha almeno un senso

Ci siamo persi tra i riflessi di noi stessi

E adesso?

 

Ci siamo persi tra amplessi, complessi ed eccessi

Compressi nei teschi ed espressi nei testi

Avessi gli stessi interessi dei fessi

Avresti già impressi i miei versi inespressi

 

Pensi che dentro gli specchi vengano messi

Tutti i miei errori commessi

Ma che diresti se io ti dicessi

Che parlo con i miei riflessi?

 

SCENDI QUAGGIÙ!

Dove il buio è affascinante

E il lato oscuro è sicuro e più interessante

Imprigionati per sempre dentro un instante

In cui il dolore lancinante è una costante

Io so che non mi vedi!

(ma quando ho chiesto tu dov’eri al buio pesto scrivo un testo volentieri)

Non mi credi

(se mi segui poi cerchi chi eri in un nodo scorsoio, penso a mali passeggeri e non c’ho più rimedi… MI ODIO)

Parata dionisiaca


Il sontuoso carro di Dioniso,

Ricolmo di fiori e ghirlande,

Avanza lento, trainato

Da feroci bestie ammansite.

È un percorso che irradia

Magia: crollano le barriere,

Si annullano i bisogni,

Svaporano divieti e arbitrii.

Riconciliazione, fusione,

Riunione del singolo

Con tutti in un’armonia

Universale: ecco la suprema

Beatificazione, l’ebbrezza

Soprannaturale. Non camminiamo

Più, né più parliamo:

Cantiamo e danziamo invasati

Simili a dèi rapiti, artisti

Dionisiaci dell’ebbrezza.

|James Douglas Morrison|

« Se la mia poesia cerca di arrivare a qualcosa, è liberare la gente dai modi limitati in cui vede e sente. »

Stile 


Lo stile è una risposta a tutto.

un nuovo modo di affrontare un giorno noioso o pericoloso

fare una cosa noiosa con stile è meglio che fare una cosa pericolosa senza stile.

Fare una cosa pericolosa con stile è ciò che io chiamo arte.

La corrida può essere arte

Boxare può essere arte.

Amare può essere arte.

Aprire una scatola di sardine può essere arte.

Non molti hanno stile.

Non molti possono mantenere lo stile.

Ho visto cani con più stile degli uomini,

Sebbene non molti cani abbiano stile.

I gatti ne hanno in abbondanza.

Quando Hemingway si è fatto saltare le cervella con un fucile, quello era stile.

Alcune persone ti insegnano lo stile.

Giovanna d’Arco aveva stile.

Giovanni il Battista.

Gesù.

Socrate.

Cesare.

García Lorca.

In prigione ho conosciuto uomini con stile.

Ho conosciuto più uomini con stile in prigione che fuori di prigione.

Lo stile è una differenza, un modo di fare, un modo di esser fatto.

Sei aironi tranquilli in uno specchio d’acqua, o tu, mentre esci dal bagno nuda senza

vedermi.

Charles Bukowski