Hope

Il mio mondo non è come quello degli altri, 

voglio di più, 

esigo di più,

c’è in me una sete d’infinito, 

un’angoscia costante che io stessa non comprendo, 

visto che non sono affatto una pessimista.

Sono piuttosto un’esaltata, con un’anima intensa, 

violenta, 

tormentata, 

un’anima che non sta bene, 

che ha nostalgia…

chissà di che!

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Vinyl artistic ACDC


Prendere la vita alla leggera, 

Vivere  liberi

Con un biglietto di sola andata

Non voglio niente, lasciami stare

Prendo tutto in un colpo solo

Non ho bisogno di motivi, nè di ragioni

Non c’è altro che preferirei fare

Sto sballando, è tempo di festa

Anche i miei amici saranno lì

Sono sulla strada per l’Inferno

Nessuno stop, nessun limite di velocità

Nessuno riuscirà a farmi rallentare

Come una ruota deve girare

Nessuno mi farà perdere tempo

Hei, Satana, ho pagato i miei debiti

Suono in un gruppo rock

Hei, Mamma, guardami

Sono sulla strada per la terra promessa

Sono sulla strada per l’Inferno

Non fermatemi

Sono sulla strada per l’Inferno

E sto andando giù, giù fino al fondo

Sono sulla strada per l’Inferno.

Vinyl artistic           PINK FLOYD 

Hey… 

guardami… 

mi vedi…

È straordinario quello che puoi fare quando non devi più guardarti allo specchio… mai più

 

Vivere male per scrivere bene

Dire di amare per fingere insieme

Un gene che viene da un unico seme (quello dell’odio)

La mano sul foglio in delirium tremens

 

Chi c’è di più solo dell’uomo che teme?

E Spicca il volo solo se il suolo cede

Appicca il fuoco però Dio non lo vede

Invidia lo stolto perché non se lo chiede

 

Ammira lo stronzo perché tace e procede

Rovina il suo corpo e il sogno prosegue

S’inchina al rimorso e beve!

 

In quanto a me mi troverai tra le spine

Sono quello che vorresti dire ma non vuoi sentire mai…

Io non cerco un lieto fine

Ma se vivere è morire allora è meglio benedire i guai.

 

E andare via da qui

Fare passi da giganti sopra gli elefanti di Dalí

Sciolgo il tempo come Vinavil

E raccolgo ciò che ho perso in una vita in tilt

 

Che mi porto appresso, porta un rododendro

Ma io scrivo mezzo morto sotto un cipresso

Lei mi beve la goccia ma io non commento

A cosa serve una doccia se ero sporco dentro?

 

E VAI GIÙ!

 

Dove il buio è affascinante

E il lato oscuro ti sembra più interessante

Imprigionati per sempre dentro un instante

In cui il dolore lancinante è ormai distante

Mi chiedo se mi vedi

(ma quando ho chiesto tu dov’eri al buio pesto scrivo un testo volentieri)

Se mi credi

(come ieri tu cerchi chi eri ma non c’è un richiamo immerso tra i sentieri dei pensieri più sinceri… TI AMO)

 

E dopo il vuoto, fuoco dalle sentinelle

Dalle mani di chi pensi non ti mentirebbe

Sto in una città senza stelle

Sarà per questo che tutti si credono artisti o modelle

 

Il vero ribelle è stato incatenato

Nello scantinato, tra le fiamme e il pathos

Rimpiazzato da un fighetto platinato

Che sta bene sopra un giornaletto patinato

 

E grazie a dio non mi sono mai accontentato

Meglio un uomo tormentato che addormentato!

Quando ho cercato del rispetto a buon mercato

Avevo il petto già accoltellato, uh!

 

Follia e intelletto scopano a letto nel mio cervelletto

I suoni assordanti dei loro orgasmi sono le parti integranti di ogni mio versetto…

 

Dimmi che non sto perdendo tempo

Dimmi che questo dolore ha almeno un senso

Ci siamo persi tra i riflessi di noi stessi

E adesso?

 

Ci siamo persi tra amplessi, complessi ed eccessi

Compressi nei teschi ed espressi nei testi

Avessi gli stessi interessi dei fessi

Avresti già impressi i miei versi inespressi

 

Pensi che dentro gli specchi vengano messi

Tutti i miei errori commessi

Ma che diresti se io ti dicessi

Che parlo con i miei riflessi?

 

SCENDI QUAGGIÙ!

Dove il buio è affascinante

E il lato oscuro è sicuro e più interessante

Imprigionati per sempre dentro un instante

In cui il dolore lancinante è una costante

Io so che non mi vedi!

(ma quando ho chiesto tu dov’eri al buio pesto scrivo un testo volentieri)

Non mi credi

(se mi segui poi cerchi chi eri in un nodo scorsoio, penso a mali passeggeri e non c’ho più rimedi… MI ODIO)

Parata dionisiaca


Il sontuoso carro di Dioniso,

Ricolmo di fiori e ghirlande,

Avanza lento, trainato

Da feroci bestie ammansite.

È un percorso che irradia

Magia: crollano le barriere,

Si annullano i bisogni,

Svaporano divieti e arbitrii.

Riconciliazione, fusione,

Riunione del singolo

Con tutti in un’armonia

Universale: ecco la suprema

Beatificazione, l’ebbrezza

Soprannaturale. Non camminiamo

Più, né più parliamo:

Cantiamo e danziamo invasati

Simili a dèi rapiti, artisti

Dionisiaci dell’ebbrezza.

|James Douglas Morrison|

« Se la mia poesia cerca di arrivare a qualcosa, è liberare la gente dai modi limitati in cui vede e sente. »

Stile 


Lo stile è una risposta a tutto.

un nuovo modo di affrontare un giorno noioso o pericoloso

fare una cosa noiosa con stile è meglio che fare una cosa pericolosa senza stile.

Fare una cosa pericolosa con stile è ciò che io chiamo arte.

La corrida può essere arte

Boxare può essere arte.

Amare può essere arte.

Aprire una scatola di sardine può essere arte.

Non molti hanno stile.

Non molti possono mantenere lo stile.

Ho visto cani con più stile degli uomini,

Sebbene non molti cani abbiano stile.

I gatti ne hanno in abbondanza.

Quando Hemingway si è fatto saltare le cervella con un fucile, quello era stile.

Alcune persone ti insegnano lo stile.

Giovanna d’Arco aveva stile.

Giovanni il Battista.

Gesù.

Socrate.

Cesare.

García Lorca.

In prigione ho conosciuto uomini con stile.

Ho conosciuto più uomini con stile in prigione che fuori di prigione.

Lo stile è una differenza, un modo di fare, un modo di esser fatto.

Sei aironi tranquilli in uno specchio d’acqua, o tu, mentre esci dal bagno nuda senza

vedermi.

Charles Bukowski

Remember day … Fante 

“Poi accadde. 

Una sera, 

mentre la pioggia batteva sul tetto spiovente della cucina,

un grande spirito scivolò per sempre nella mia vita.

Reggevo il suo libro tra le mani e tremavo mentre mi parlava dell’uomo e del mondo, d’amore e di saggezza, di delitto e di castigo, e capii che non sarei mai piú stato lo stesso.

Il suo nome era Fëdor Michailovič Dostoevskij.

Ne sapeva piú lui di padri e figli di qualsiasi uomo al mondo, e cosí di fratelli e sorelle, di preti e mascalzoni, di colpa e di innocenza.

Dostoevskij mi cambiò.

L’idiota, I demoni, I fratelli Karamazov, Il giocatore.

Mi rivoltò come un guanto.

Capii che potevo respirare, potevo vedere orizzonti invisibili.

L’odio per mio padre si sciolse. 

Amavo mio padre, povero disgraziato sofferente e perseguitato.

Amavo anche mia madre, e tutta la mia famiglia.

Era tempo di diventare uomo, di lasciare San Elmo e andarmene nel mondo.

Volevo pensare e sentirmi come Dostoevskij.

Volevo scrivere.”

]La confraternita dell’uva[


 

“Leggevo e leggevo,

ed ero affranto e solo e innamorato di un libro,

di molti libri,

poi mi venne naturale,

e mi sedetti li, con una matita e un lungo blocco di carta,

e cercai di scrivere, 

fino a che sentii di non poter più continuare perché le parole non mi sarebbero venute come ad Anderson,

ma solamente come gocce di sangue dal mio cuore.”

]Sogni di Bunker Hill[

ATTRAVERSA L’ANIMA

“Attraversa l’anima

come una lama

e ne sonda i paesaggi

ora mesti, ora bui

dove corvi neri come pece

gracchiano così forte

da grattarti le pareti del cuore.
Percorre deliziosi giardini

decorati da candide margherite

e scaldati da un tiepido sole primaverile.

Ma quando la sua linfa

Giunta all’apice scoppia

il foglio si macchia.

Unico tampone per tale ferita…”