Parata dionisiaca


Il sontuoso carro di Dioniso,

Ricolmo di fiori e ghirlande,

Avanza lento, trainato

Da feroci bestie ammansite.

È un percorso che irradia

Magia: crollano le barriere,

Si annullano i bisogni,

Svaporano divieti e arbitrii.

Riconciliazione, fusione,

Riunione del singolo

Con tutti in un’armonia

Universale: ecco la suprema

Beatificazione, l’ebbrezza

Soprannaturale. Non camminiamo

Più, né più parliamo:

Cantiamo e danziamo invasati

Simili a dèi rapiti, artisti

Dionisiaci dell’ebbrezza.

|James Douglas Morrison|

« Se la mia poesia cerca di arrivare a qualcosa, è liberare la gente dai modi limitati in cui vede e sente. »

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Stile 


Lo stile è una risposta a tutto.

un nuovo modo di affrontare un giorno noioso o pericoloso

fare una cosa noiosa con stile è meglio che fare una cosa pericolosa senza stile.

Fare una cosa pericolosa con stile è ciò che io chiamo arte.

La corrida può essere arte

Boxare può essere arte.

Amare può essere arte.

Aprire una scatola di sardine può essere arte.

Non molti hanno stile.

Non molti possono mantenere lo stile.

Ho visto cani con più stile degli uomini,

Sebbene non molti cani abbiano stile.

I gatti ne hanno in abbondanza.

Quando Hemingway si è fatto saltare le cervella con un fucile, quello era stile.

Alcune persone ti insegnano lo stile.

Giovanna d’Arco aveva stile.

Giovanni il Battista.

Gesù.

Socrate.

Cesare.

García Lorca.

In prigione ho conosciuto uomini con stile.

Ho conosciuto più uomini con stile in prigione che fuori di prigione.

Lo stile è una differenza, un modo di fare, un modo di esser fatto.

Sei aironi tranquilli in uno specchio d’acqua, o tu, mentre esci dal bagno nuda senza

vedermi.

Charles Bukowski

Remember day … Fante 

“Poi accadde. 

Una sera, 

mentre la pioggia batteva sul tetto spiovente della cucina,

un grande spirito scivolò per sempre nella mia vita.

Reggevo il suo libro tra le mani e tremavo mentre mi parlava dell’uomo e del mondo, d’amore e di saggezza, di delitto e di castigo, e capii che non sarei mai piú stato lo stesso.

Il suo nome era Fëdor Michailovič Dostoevskij.

Ne sapeva piú lui di padri e figli di qualsiasi uomo al mondo, e cosí di fratelli e sorelle, di preti e mascalzoni, di colpa e di innocenza.

Dostoevskij mi cambiò.

L’idiota, I demoni, I fratelli Karamazov, Il giocatore.

Mi rivoltò come un guanto.

Capii che potevo respirare, potevo vedere orizzonti invisibili.

L’odio per mio padre si sciolse. 

Amavo mio padre, povero disgraziato sofferente e perseguitato.

Amavo anche mia madre, e tutta la mia famiglia.

Era tempo di diventare uomo, di lasciare San Elmo e andarmene nel mondo.

Volevo pensare e sentirmi come Dostoevskij.

Volevo scrivere.”

]La confraternita dell’uva[


 

“Leggevo e leggevo,

ed ero affranto e solo e innamorato di un libro,

di molti libri,

poi mi venne naturale,

e mi sedetti li, con una matita e un lungo blocco di carta,

e cercai di scrivere, 

fino a che sentii di non poter più continuare perché le parole non mi sarebbero venute come ad Anderson,

ma solamente come gocce di sangue dal mio cuore.”

]Sogni di Bunker Hill[

ATTRAVERSA L’ANIMA

“Attraversa l’anima

come una lama

e ne sonda i paesaggi

ora mesti, ora bui

dove corvi neri come pece

gracchiano così forte

da grattarti le pareti del cuore.
Percorre deliziosi giardini

decorati da candide margherite

e scaldati da un tiepido sole primaverile.

Ma quando la sua linfa

Giunta all’apice scoppia

il foglio si macchia.

Unico tampone per tale ferita…”

   Audrey Hepburn 88

Il 4 maggio del 1929 nasceva Audrey una donna che supera una guerra mondiale, l’ostinazione di divenire una ballerina e coreografa,sostituita poi dalla scoperta del cinema.

Dura,caparbia, diviene un icona di stile ed eleganza senza neanche renderse conto, tanto era la sua smisurata determinazione di divenire una ballerina.


«Una buona mescolanza di difetti».

Così Audrey Hepburn definiva se stessa,

Si guardava allo specchio e diceva di non capire perché gli altri la trovassero così bella. Lei pensava di avere il naso e i piedi troppo grossi, poco seno, e di essere troppo magra.

Non viveva una vita da reclusa o dietro le sbarre. Camminava per strada e tutti la conoscevano. Era parte della città.

La maggioranza delle sue foto sono state scattate nelle strade, eppure anche in queste immagini prese all’improvviso, lei era sempre se stessa.

Perfetta.

Aveva una  buona maniera per girare in incognito: occhiali da sole e velo. In certe occasioni riusciva anche a fare il suo shopping senza che la folla la seguisse.

Era sempre piuttosto sorpresa dagli sforzi che le donne facevano per apparire giovani.

Lei in realtà era molto contenta di invecchiare, perché significava avere più tempo per se stessa e la famiglia, e separarsi dalla frenesia per la bellezza e la giovinezza che è Hollywood.

L’eleganza di Audrey è senza tempo, ma i suoi gusti erano molto particolari:

non le importava seguire la moda o i trend perché aveva un’idea chiara di quello che le piaceva, infischiandosene di come gli altri l’avrebbero percepita.

Cercare di emulare il suo stile non è solo impossibile, ma ne contraddirebbe proprio l’essenza!

Soprattutto quando era giovane non amava i gioielli stravaganti, una cosa rara a quei tempi. E non metteva mai il rossetto, che allora andava molto di moda.

Quale era il segreto del suo fascino?

Era una persona molto gentile, le piaceva ascoltare gli altri, ed era una vera filantropa. Oggi è personaggio chi vive una vita di eccessi, mentre lei era una persona semplice.

Amava molto il cibo, e le piaceva cucinare. Era anche una bravissima madre e aveva un gran senso dell’umorismo.

Se dovessi definire Audrey, con poche parole:

Lo stile, la classe,

Lo stile si eredita?

Credo che lo stile sia una cosa innata, ma accessibile a tutti. Ognuno di noi nasce con un proprio senso dello stile, basta solo scoprirlo e seguirlo d’istinto.

Lei era tutto ciò che una vera donna può essere: caparbia, semplice, ambiziosa ed elegante.

LA SEMPLICITÀ E LA VERITÀ SONO LE SOLE COSE CHE CONTANO VERAMENTE.

VENGONO DA DENTRO.

NON SI PUÒ FINGERE.

_______AudreyHepburn