#Pillole2 La linea della provocazione: Gianni Versace

Dalle sontuose opulenze neobarocche al minimalismo geometrico del design anni settanta, dalle esuberanti sinfonie d’oro stile impero alle esplosioni acide e psichedeliche dell’arte postpop, dalla potenza metaforica del mito classico alle soggestioni popular e underground di Andy Warhol e Jean-Michel Basquiat.

Gianni Versace fa del crossover, della contaminazione tra linguaggi lontani nel tempo e nello spazio, dell’incontro antico e ipermoderno una bandiera. Utilizza i prestiti dell’arte con spregiudicata, tumultuosa libertà secondo quell’eccesso provocatorio e irresistibile che ha fatto grande il suo stile. 

Fin dagli esordi applica la stessa audacia sperimentale anche in campo tecnico, trattando e colorando la pelle fino a farla sembrare tessuto e utilizzando l’oroton, un materiale tecnologico in fibra metallica capace di adattarsi perfettamente all’anatomia del corpo, per abiti guaina ultrasexy. 



Abiti cult, simbolo del genio spericolato è trasgressivo di Versace, che ha della moda un’idea calamitante e teatrale, come messa in scena del corpo e attraverso questo della personalità. 

Non a caso è stato lo stilista più amato da rockstar come Madonna, Elton John, Price, Tina Tuner, Sting, Jon Bon Jovi e fa una principessa come lady Diana. 

Versace ha il coraggio di spingersi oltre i confini della sensualità, creando abiti dall’ erotismo conclamato, in cui il potere dei sensi dirompe attraverso nudi da capogiro, stampati dalle sinfonie sfarzose, aggressivi capi da giorno è da sera in pelle lavorata e borchiata, senza mai scivolare nella volgarità: 

Cerco di mantenere leggero il mio tocco. La leggerezza è una delle cose più importanti della vita.  Mi piace pensare che dalla mia testa esca una piuma

Lo stile Versace ha conservato i suoi caratteri di glamour e sensualità anche con il passaggio di testimane a Donatella, attuale direttore artistico della maison. 

DENTRO IL CAPOLAVORO 

|Gianni Versace … 

                             Abito da sera 1994|



Los Angeles, 1994. 

In occasione della prima del film quattro matrimoni e un funerale, Elizabeth Hurley ruba la scena all’ora fidanzato – e protagonista della pellicola – Hugh Grant in virtù di quanto porta addosso: un vertiginoso abito nero chiuso sui fianchi nudi da enormi spilloni da balia, che la trasforma immediatamente da oscura starlette a star di copertina. 


Sul total black del tessuto e contro la pelle a vista, gli spilloni dorati rifulgono come pietre preziose acquistando la dignità di gioielli, la loro carica di aggressività contestataria so neutralizza per trasformarsi in voluttuosa provocazione ad alto tasso erotico. 

In questo abito da sera, pietra miliare nella storia della creatività targata Versace, lo stilista combina elementi dello stile anni settanta ( le spille sadomaso icona del British punk) e della moda anni ottanta ( i body in lycra nera del popolo da discoteca) . 


L’abissale scollo a V , sostenuto da doppie spalline anch’esse trattenute da spilli è costituito da coppe rigide per renderlo inamovibili. Sui lati gli spacchi sono totali; scendono dall’ascella alla caviglia in un intrigante gioco ” vedo – non vedo”. 


La testa di ogni spilla è marchiata con l’emblema di casa Versace: la testa di Medusa aureolatadi strass. 


Medusa è la Gorgone con ali d’oro, mani di bronzo e capelli di serpenti vivi, i cui occhi pietrificavano all’istante colui che ne incrociava lo sguardo.

Chi s’innamora di Medusa non ha scampo; allora perché non pensare che chi è conquistato da Versace non può tornare indietro? ” 




Nel passato le persone nascevano nobili. Oggigiorno la nobiltà deriva dalle proprie azioni.

— Gianni Versace

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Autore: audreistile

La passione è vita L'artista è il creatore di cose belle,rivelare l'arte senza rivelare l'artista è il fine dell'arte, coloro che scorgono cattive intenzioni nelle belle cose, sono corrotti, senza essere interessati. Questo è un difetto. Oscar Wilde

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