MODÌ

  

 

Amedeo Modigliani … 

Detto da piccolo Dedo …

 Detto da grande Modì, 

segna il periodo artistico più complesso, se c’è Picasso beh, un bel ingombro pesante. 

Italiano di nascita e stile, l’antagonista per eccezione che approda nella Francia del Fauvismo. 

Amedeo Modigliani nasce a Livorno nel 1984  a 14 anni inizia a ricevere le prime lezioni da un allievo di Giovanni Fattori il quale conoscerà in seguito, 

 

Modì – Fattori 1898
 

qui iniziano le influenze dei Macchiaioli, dei colori caldi, morbidi, e la luce chiara e intensa. 

Nella foto si vede un sorridente Modì insieme ad un anziano Fattori , quasi a simboleggiare un passaggio di consegne. 

Sofferente fin da giovane, di turbercolosi, compie lunghi viaggi con la madre per la sua convalescenza, Napoli, Roma,Firenze, Venezia.

I suoi soggiorni sono dedicati a visite museali e nel 1902 a Firenze si iscrive alla scuola libera di nudo diretta dallo storici Fattori. 

  

Alle lezioni, preferisce l’arte antica degli Uffizi e Palazzo Pitti, conosce e frequenta artisti stranieri e italiani.

L’anno dopo si trasferisce a Venezia, dove si iscrive all’accademia di belle arti di Venezia, rimane colpito dalle edizioni della Biennale attingendo nell’arte contemporanea.

Conosce e ne rimane stupefatto dai tratti sensuali e raffinati di Gustav Klimt, 

ritrova,alcuni artisti conosciuti a Firenze tra cui Soffici Papini e Boccioni.

Dopo svariati incontri culturali e scambi di opinioni il Modì decide di volare a Parigi … Capitale della cultura europea. 

Ed è qui che trova quello che intensamente cercava, un ambiente estremamente vivace e creativo. 

  

  

Montmartre ….

Il quartiere dell’artista per eccellenza, si iscrive all’Accademia Colarossi,

Affitta uno studio in rue Caulaincourt, comincia a frequentare i ristoranti e i locali notturni dove conosce Derain, Vlaminck, Picabia,Apollinaire, Picasso.   

 

Rimane influenzato da Gauguin e Van Gogh, 

Disegna, Dipinge, e Scolpisce espone alcune opere ad olio e acquerelli al Salon d’Autumne, ma nonostante gli sforzi lavoratovi ed economici non sembra suscitare interesse tra critici galleristi e collezionisti privati. 

  
  
  
  

Deluso e frustato per la mancanza di riconoscimenti tangibili inizia ad abusare di alcol e droghe, che minano ancor di più la sua fragile costituzione. 

Queste esperienze di vita dissoluta e precaria, unite alle numerose avventure sentimentali saranno poi enfatizzate dai critici, vedendo in lui lo stereotipo dell’artista Maudit ( non a caso in assonanza con il suo cognome “Modì”) cioè maledetto

Tutto genio e sregolatezza. 

  

Paul Alexandre  

incontro fondamentale e risolutivo , un dottore con la passione del bello e dell’arte spinto insieme al fratello Jean aiutano e sostengono artisti privi di mezzi ma con gran talento. 

Ospitano in rue di Delta quasi gratuitamente il Modì, figura sempre più importante per lui, lo guida lo presenta a collezionisti e galleristi, lo finanzia, lo guida nei café culturali e per sette anni diviene il suo mecenate. 

Nel 1908 espone al Salon des Indépenddants tra cui 

  • La petit  Jeanne
  • L’ebrea
  • Il busto di giovane donna 

Brancosi e la scultura 

Conoscenza importante, scultore rumeno, che avvia il Genio alla riscoperta della scultura influenzata da arte tribale africana, da cui le sue numerose faccie caratterizzate da stilismo spigoloso e forme quasi geometriche contaminate dalla nascita del cubismo. 

  

  

Iniziano ad apparire le linee fortemente allungate e asimmetriche che caratterizzeranno il suo stile identificativo.

Nel 1913, il Modì diviene finalmente uno dei membri più importanti di quella comunità di artisti, che sarà poi chiamata Ecole de Paris

Continua a frequentare locali culturali come Le Dôme o La Rotonde 

  

Dove incontra gli altri pittori come Picasso i cubisti, Matissie i fauve, Secerini e i futuristi, da tutti impara qualcosa ma il suo carattere chiuso e indipendente gli impedisce di aderire ed uniformare il suo stile in questi movimenti. 

Lo scoppio della prima guerra mondiale porta al fronte il suo grande amico e mecenate Paul Alexandre, sarà una grande perdita, non si vedranno più. 

Prende il suo posto il mercante d’arte Paul Guillaume, grazie a lui conosce Apolinenaure. 

  

Paul diviene il suo miglior biglietto da visita, facendolo esporre insieme a De Chirico Secerini e Derain.  


JEANNE HÉBUTERNE

Colei che incarna lo stereotipo della donna da lui amata, il Modì la incontra nell’accademia Colarossi e all’Ecole Nationale des Art Deciratif, dove la giovane donna segue con interesse le sue lezioni, di lì a poco nasce tra loro una relazione d’amore a tutti gli effetti, contrastata dai genitori di Jeanne, la quale se ne va di casa per iniziare la sua vita con il genio sdregolato. 

La vita parigina è dura nel dopo guerra e le condizioni economiche e salutari del Modigliani vanno a peggiorare, negli ultimi anni la ragazza da lui amata ne diviene la sua musa ispiratrice e modella. 

  

Nel suo miglior ritratto Modigliani vuole forzare il modo tradizionale di guardare il volto umano, vuole superare la facile e immediata iconografia, per ottenere immagini non individuali, ma universali e nello stesso tempo per portare lo spettatore al di là del semplice aspetto esteriore e guidarlo direttamente nell’anima della persona raffigurata. 

La stessa Jeanne gli chiedeva perché mai la dipingesse sempre senza occhi, e lui con gran semplicità gli rispondeva sempre … Quando conoscerò la tua anima… Dipingerò i tuoi occhi. 

Il mito di Amedeo Modigliani si spegne il 24 gennaio del 1919 in seguito alla sua salute instabile che lo ha accompagnato per tutta la vita e al suo continuo vizio dell’alcool, la sua Jeanne lo seguirà in preda al suicidio per il grande strazio della sua morte da lì a poco …. Il 27 gennaio viene celebrato il loro funerale a Montparnasse …. Con loro muore la fine di un’epoca gloriosa unica ed irripetibile.  

  

 

Quando conoscerò la tua Anima,

 Dipingerò i tuoi Occhi …

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Autore: audreistile

La passione è vita L'artista è il creatore di cose belle,rivelare l'arte senza rivelare l'artista è il fine dell'arte, coloro che scorgono cattive intenzioni nelle belle cose, sono corrotti, senza essere interessati. Questo è un difetto. Oscar Wilde

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