Jean-Michel Basquiat 

  

J-M Basquit visionario artista, tormentato come tutti i grandi artisti,

nasce a Brooklyn nel 1960, rimane ancora ad oggi il più importante esponente del graffitismo americano

riuscendo a portare, insieme a Keith Haring, questo movimento dalle strade metropolitane alle gallerie d’arte.

  

  
Inizia a manifestare il suo innato amore per il disegno all’età di 4 anni ispirandosi ai cartoni animati.

  
  
Il suo amore per l’arte viene alimentato dalle sue visite muse ali, grazie alla madre e sempre ad essa è dovuta la sua spiccata conoscenza anatomica riportata nelle sue opere. 

Dopo essere stato investito, rimane in degenza per un periodo abbastanza lungo,  al King’s County, la madre gli regala il testo di anatomia Gray’s Anatomy di Henry Gray, che lo influenzerà molto: nelle sue opere riporterà poi molti elementi anatomici. 

  
  
La sua intelligenza lo porta all’età di 11 anni a parlare, leggere e scrivere in francese e spagnolo.

  

A sette anni il trauma del divorzio dei sui genitori lo porta a scappare di casa, arrestato per vagabondaggio, viene in seguito inserito nella scuola  City-as-School a Manhattan, per ragazzi dotati a cui non si addice il tradizionale metodo didattico.

   

Da subito il genio manifesta la sua grande creatività che trova maggior sfogo dopo l’amicizia con Al Diaz, un giovane graffitista che operava sui muri della Jacob Riis, a Manhattan.

  
 Nasce così SAMO, acronimo di “SAMe Old shit” (letteralmente sempre la stessa merda), propagandando con bomboletta spray e pennarello indelebile idee ermetiche, rivoluzionarie ed a volte insensate, come “SAMO© SAVES IDIOTS” (SAMO© salva gli idioti). 

  
Nonostante questo sodalizio Basquiat non utilizzerà mai più il nome ‘SAMO’ poiché muore il suo amico.

  

Trova ormai le sue dimensioni attraverso uso di droghe e i sui più grandi graffiti, lascia la casa paterna, simbolo di contrasti esistenziali e odio per il padre, e inizia a guadagnarsi da vivere vendendo delle cartoline da lui disegnate…. 

  
È qui un giorno, entrando in uno dei ristoranti Newyorkesi, che cambia la sua vita incontrando, Henry Geldzahler ed Andy Warhol il quale comprerà alcune delle sue opere.

  
Passeranno un po’ di anni prima che Basquiat entri nel  “Factory” del re della POP ART nel frattempo frequenta club esclusivi diventando amico di  Keith Haring, con il quale stringerà un’amicizia che durerà fino alla morte, 

Andy Warhol e Madonna con qui avrà una relazione, la quale dopo anni finanzierà una sua retrospettiva .

  

  

  
Nel 1980 Jean-Michel partecipa al Times Square Show, retrospettiva organizzata da un gruppo di artisti. Questo evento riconosce la nascita di due nuove avanguardie della Grande Mela: la downtown (Neo-pop) e la uptown (rap e graffiti).

  
  
Il 3 agosto 1980 suona per l’ultima volta al Mudd Club insieme al gruppo Gray assieme a Vincent Gallo suo amico storico per poi dedicarsi ad una pellicola di un film che uscirà nel 2001. 

  
  
La carriera artistica di questo genio è incompresa, dalle svariate mostre italiane la sua prima a Modena, ed europee, rientra a New York e si dà di nuovo alla musica producendo il suo disco hip hop Beat Bop.

La forte amicizia con Andy Warhol lo aiuta a sfondare nel mondo dell’arte come fenomeno mondiale emergente. 

I dipinti di Jean-Michel erano caratterizzati da immagini rozze, infantili, facendo riferimento alla Art Brut di Jean Dubuffet. L’elemento che però contraddistingue l’arte di Basquiat è essenzialmente l’utilizzo delle parole, inserite nei suoi dipinti come parte integrante, ma anche come sfondo, cancellate, a volte anche per attrarre l’attenzione dello spettatore.

J-M Basquiat collabora con Andy e dipinge e vive solo ed esclusivamente per l’arte facendo in continuazione uso di droghe pesanti, espone in gallerie e a scopo artistico personale dipinge un altro ciclo di opere insieme al solo Warhol, 
  
eseguendo oltre cento quadri, nei quali è riconoscibile l’apporto di entrambi, e allestendo una mostra comune il cui manifesto presenta in maniera eloquente i due artisti come protagonisti di un incontro di boxe.

  

  
 La boxe era per Basquiat un modo di vivere, e paragonava spesso l’arte ad un ring su cui combattere.

  
Come era cresciuto in fretta poi dopo questa collaborazione con Andy, finendo poi sulla copertina del New York Times

  
ma da lì a poco il suo uso continuo di droghe lo porterà alla rovina,  inutili i tentativi dei suoi amici più stretti, come Andy, a riuscire in una disintossicazione. 

  
Il grande genio,del graffitismo dell’ininiziazione visionaria del Hip Hop, si spegne in povertà nel 1988 in seguito ad un overdose. 

   
 
Verrà poi sovrannominato il James Dean dell’arte Moderna. 

  
« Io non penso all’arte quando lavoro. Io tento di pensare alla vita »

             (Jean-Michel Basquiat)

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Autore: audreistile

La passione è vita L'artista è il creatore di cose belle,rivelare l'arte senza rivelare l'artista è il fine dell'arte, coloro che scorgono cattive intenzioni nelle belle cose, sono corrotti, senza essere interessati. Questo è un difetto. Oscar Wilde

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