PACE

  
Il terrorismo è il cancro del mondo moderno,

Il terrorrismo non si può né spiegare,né commentare.

Il terrorista viene cresciuto con la mentalità di farsi saltare in aria,

Ancora che si parla di guerra santa… 

Questa è guerra dettata dal potere 

Quel potere corrotto che ci ha tolto la pace, i sogni,la libertà…. Ormai anche la vita …. 

E noi spettatori passivi moriamo insieme a loro …. 

Le urla dei bambini risuonano nella mia testa …

 I bambini soldato … 

I bambini no!!! Non meritano questo, loro no, non meritano un mondo di morte un mondo di potere sporco corrotto, 

Loro meritano un mondo pulito, loro meritano la gioia,i sogni, respirare a pieni polmoni la bellezza della vita, urlare si, ma di gioia.

Loro meritano la vita !!!! 

  

Quel gran visual di ANDY WARHOL

   

  
Che l’oggetto e il luogo comune costituissero il campo d’azione di Warhol, era chiaro prima ancora che cominciasse la sua carriera di artista, la sua professione di vetrinista e grafico nei più noti grandi magazzini, newyorchesi, consisteva nel presentare in forma allettante dei prodotti di largo consumo. 

  

Massimo esponente della POP ART,  fondamentale precisare banalmente che Pop sta per Massa e non popolare, il termine permette così di individuare il bersaglio. 

Il nuovo soggetto diviene il paesaggio urbano, sorpassando accettazione eroica dei decenni passati, per diventare popolare e comune alle masse. 

  
Andy nasce nel 1928, tra il 1945-49 studia arte al Carnegie Institute of Technology, finiti gli studi si trasferisce a New York, dove inizia la sua carriera come vetrinista e grafico per Tiffany ,Vogue, Harper’s Bazaar, Glamour, disegnando anche scenografie. 

  
  

Nel 1952 tiene la sua prima personale, nel 1956 espone alcuni suoi disegni alla bodley gallery, meriterà interesse, la sua golden shoes, serigrafie di calzature che danno l’iniziazione, al suo intento di innalzare un oggetto comune allo status di oggetto artistico secondo i principi dell’arte commerciale, la Pop Art

  
  
  

Nel 1960  raggiunge l’apice della  sua vera e ispirata creatività visionaria. Soggetti prediletti nella pittura diverranno, 

  • Dick Tracy
  • Superman 
  • Le prime bottiglie di Coca-Cola 

  
  
   

   

Nel 1962 realizzerà  le sue icone di stile avvicinandosi alla serigrafia per non lasciarla più. Le sue immagini diventano comuni all’inizio portandole a divenire icone quotidiane 

  • Lattine 
  • Banconote
  • Minestra Campbell 

  

Per poi realizzare soggetti famosi, 

  • Marily
  • Elvis
  • L’ultima cena del Leonardo

  

  

  

  

  

E quanti ne volete … 

Il bello sta, che il visionario, paragona il comune al mito, il loro aspetto in comune secondo quel geniaccio dell’Andy è la banalizzazione della vita, dovuta alla ripetivita’ delle azioni e alle immagini di massa,che non sono l’oggetto o il personaggio, ma il suo simulacro. Visibilità all’oggetto e nel contempo visibilità della banalità. 

  

L’immagine dell’oggetto -ripetendo che per l’oggetto si intende la star dello stars system o della politica o dell’arte- in questa società |è|l’oggetto stesso. 

Importante sottolineare la nascita della sua Factory officina di lavoro collettivo dove si circanda dei suoi migliori artisti preferiti o allievi arruolati da lui stesso. 

    


  

Nasce così la sua consacrazione alla ready-Made di Duchamp, attraverso l’ironico e dissacrante ricorso alla produzione in serie di opere d’arte, usando tecniche fotoserigrafate con ritocchi pittorici. 

  

Maniacale e mai fermo, percorre la via cinematografica producendo lungometraggi, mai sazio della visione sul mondo della massa, produce Sleep,Empire, Happening multimediali, con cantanti rock e il gruppo dei Velvet Underground, dei quale produce il primo disco la copertina.   

  
  

Pubblica nel 1975 la filosofia di Andy Warhol, 

  

Tra le sue continue esposizioni nel 1980 diviene il produttore della Andy Warhol’s TV. 

  

Nel corso degli ultimi anni  produce incontinuazione senza abbandonare   mai la sua fotoserigrafia, si dedica alla rivisitazione di opere classiche risorgimentali, su tutti Leonardo Da Vinci .

  

Ipocondriaco in maniera ossessiva, vivendo a contatto con persone in continua tossicodipendenza da droghe, per ironia della sorte muore per una banale operazione chirurgica nel 1987 nella sua amata   New York.

Ok anche davanti alla morte, riesce a rendere la sua massima espressione della banalità, l’artista che vede il tutto con occhi superiori o forse ad apparenza superflui è il gran genio che guarda avanti …..

 Il re della Pop Art non smette mai di stupirci. Mascherandosi sotto una superficialità disarmante, Warhol ha in realtà predetto con la sua arte la società assatanata e cannibale della comunicazione e del consumismo nella quale oggi viviamo.

  

«Non pensare di fare arte, falla e basta. Lascia che siano gli altri a decidere se è buona o cattiva, se gli piace o gli faccia schifo. Intanto mentre gli altri sono lì a decidere tu fai ancora più arte».

             ANDY WARHOL 

Non vado mai a pezzi , perché non sono mai tutto intero. 

Jean-Michel Basquiat 

  

J-M Basquit visionario artista, tormentato come tutti i grandi artisti,

nasce a Brooklyn nel 1960, rimane ancora ad oggi il più importante esponente del graffitismo americano

riuscendo a portare, insieme a Keith Haring, questo movimento dalle strade metropolitane alle gallerie d’arte.

  

  
Inizia a manifestare il suo innato amore per il disegno all’età di 4 anni ispirandosi ai cartoni animati.

  
  
Il suo amore per l’arte viene alimentato dalle sue visite muse ali, grazie alla madre e sempre ad essa è dovuta la sua spiccata conoscenza anatomica riportata nelle sue opere. 

Dopo essere stato investito, rimane in degenza per un periodo abbastanza lungo,  al King’s County, la madre gli regala il testo di anatomia Gray’s Anatomy di Henry Gray, che lo influenzerà molto: nelle sue opere riporterà poi molti elementi anatomici. 

  
  
La sua intelligenza lo porta all’età di 11 anni a parlare, leggere e scrivere in francese e spagnolo.

  

A sette anni il trauma del divorzio dei sui genitori lo porta a scappare di casa, arrestato per vagabondaggio, viene in seguito inserito nella scuola  City-as-School a Manhattan, per ragazzi dotati a cui non si addice il tradizionale metodo didattico.

   

Da subito il genio manifesta la sua grande creatività che trova maggior sfogo dopo l’amicizia con Al Diaz, un giovane graffitista che operava sui muri della Jacob Riis, a Manhattan.

  
 Nasce così SAMO, acronimo di “SAMe Old shit” (letteralmente sempre la stessa merda), propagandando con bomboletta spray e pennarello indelebile idee ermetiche, rivoluzionarie ed a volte insensate, come “SAMO© SAVES IDIOTS” (SAMO© salva gli idioti). 

  
Nonostante questo sodalizio Basquiat non utilizzerà mai più il nome ‘SAMO’ poiché muore il suo amico.

  

Trova ormai le sue dimensioni attraverso uso di droghe e i sui più grandi graffiti, lascia la casa paterna, simbolo di contrasti esistenziali e odio per il padre, e inizia a guadagnarsi da vivere vendendo delle cartoline da lui disegnate…. 

  
È qui un giorno, entrando in uno dei ristoranti Newyorkesi, che cambia la sua vita incontrando, Henry Geldzahler ed Andy Warhol il quale comprerà alcune delle sue opere.

  
Passeranno un po’ di anni prima che Basquiat entri nel  “Factory” del re della POP ART nel frattempo frequenta club esclusivi diventando amico di  Keith Haring, con il quale stringerà un’amicizia che durerà fino alla morte, 

Andy Warhol e Madonna con qui avrà una relazione, la quale dopo anni finanzierà una sua retrospettiva .

  

  

  
Nel 1980 Jean-Michel partecipa al Times Square Show, retrospettiva organizzata da un gruppo di artisti. Questo evento riconosce la nascita di due nuove avanguardie della Grande Mela: la downtown (Neo-pop) e la uptown (rap e graffiti).

  
  
Il 3 agosto 1980 suona per l’ultima volta al Mudd Club insieme al gruppo Gray assieme a Vincent Gallo suo amico storico per poi dedicarsi ad una pellicola di un film che uscirà nel 2001. 

  
  
La carriera artistica di questo genio è incompresa, dalle svariate mostre italiane la sua prima a Modena, ed europee, rientra a New York e si dà di nuovo alla musica producendo il suo disco hip hop Beat Bop.

La forte amicizia con Andy Warhol lo aiuta a sfondare nel mondo dell’arte come fenomeno mondiale emergente. 

I dipinti di Jean-Michel erano caratterizzati da immagini rozze, infantili, facendo riferimento alla Art Brut di Jean Dubuffet. L’elemento che però contraddistingue l’arte di Basquiat è essenzialmente l’utilizzo delle parole, inserite nei suoi dipinti come parte integrante, ma anche come sfondo, cancellate, a volte anche per attrarre l’attenzione dello spettatore.

J-M Basquiat collabora con Andy e dipinge e vive solo ed esclusivamente per l’arte facendo in continuazione uso di droghe pesanti, espone in gallerie e a scopo artistico personale dipinge un altro ciclo di opere insieme al solo Warhol, 
  
eseguendo oltre cento quadri, nei quali è riconoscibile l’apporto di entrambi, e allestendo una mostra comune il cui manifesto presenta in maniera eloquente i due artisti come protagonisti di un incontro di boxe.

  

  
 La boxe era per Basquiat un modo di vivere, e paragonava spesso l’arte ad un ring su cui combattere.

  
Come era cresciuto in fretta poi dopo questa collaborazione con Andy, finendo poi sulla copertina del New York Times

  
ma da lì a poco il suo uso continuo di droghe lo porterà alla rovina,  inutili i tentativi dei suoi amici più stretti, come Andy, a riuscire in una disintossicazione. 

  
Il grande genio,del graffitismo dell’ininiziazione visionaria del Hip Hop, si spegne in povertà nel 1988 in seguito ad un overdose. 

   
 
Verrà poi sovrannominato il James Dean dell’arte Moderna. 

  
« Io non penso all’arte quando lavoro. Io tento di pensare alla vita »

             (Jean-Michel Basquiat)