Pittura Galleria personale 

  

Dipingere,mi sono avvicinata alla pittura per dare libero sfogo ad emozioni e pensieri. 

  

In verità ho sempre avuto un amore folle per l’arte e la pittura, per tutte le forme artistiche, riesco a vedere l’arte in ogni dove, ma forse la pittura (come l’hanno sempre definita)è una tra le arti superiori. 

 

L’animo dell’artista è un animo nobile o dannato, nulla può sfuggire a chi vede più in là  rispetto ad un uomo comune. 

In tempi ormai lontani, iniziavano le prime forme d’arte, dalla preistoria agli egizi dai greci ai romani … 

Il greci furono la prima popolazione a portare un pieno svolgimento all’arte pittorica, ponendosi il problema della luce, dello spazio, del colore, delle variazioni di tono e degli effetti della tecnica (smalti, impasto, velature…). Tali questioni vennero affrontate e risolte nel V secolo a.C. e vennero sviluppate documentatamente nel IV secolo.

  

Quanti di noi non possono non pensare a loro : Michelangelo Leonardo Raffaello e poi ancora Monet Degan Picasso Dalì per poi arrivare ad Andy Basquet … Potrei nominarne milioni …. 

Il Rinascimento, l’Impressionismo, il Cubismo l’Astrattismo, la Pop Art …. Quanti e quanti ancora. 

Da qui e forse da i miei studio artistici nasce il mio sconsiderato amore per l’arte . 

Forse sì forse il senso artistico lo devi avere dentro,con  quella nota artistica ci devi nascere … Non tutti sono tagliati , Artisti si nasce …. 

Forse con un po’ di orgoglio e a livello amatoriale voglio inventare una piccola galleria virtuale di pochi scatti presi così … In maniera istintiva e non scelto apposta …. 

Buona visione un po’ del mio mondo 

 

tributo a Munch
 

 

il pozzo dei desideri
 
 
natura morta
 
 
autoritratto tecnica mista
 
 
tributo a Klimt
 
 
ispirazioni
 
 
le petit robe noir
 
 
formal man
  
street art
  
tributo a michael
 
Amo disegnare colorare dipingere 

David Bowie 

  
Ben trovati …. 

Ok diciamola tutta lui non era solo un musicista, era un camaleontico anche negli stili. 

Il Duca Bianco,

  

così tutti lo ricordano,

oggi ci lascia un’altro grande artista e un’altra icona di stile. 

Chi non ha mai canticchiato o ballato sulle note delle sue canzoni, infondo diciamola tutta, anche se non lo conosci, anche se non sei un fans, beh tutti hanno ascoltato una delle sue canzoni, forse neanche sapendo chi era.

Stravagante nei suoi costumi, nei suoi travestimenti da rock star, nei suoi primi trucchi, dagli occhi alla body painting. 

  

In cinque decenni passati a riflettere sulla creatività,cambiava la propria immagine con la stessa frequenza con la quale cambiava stile musicale,

seguendo il flusso inesauribile dei suoi interessi (leggeva libri d’arte, di filosofia, di psicologia, i grandi romanzieri, i poeti).

Ha anticipato molte tendenze ispirando lo stile no gender delle ultime collezioni che vediamo in passerella. 

 

Nell’immagine David Bowie con un costume disegnato da Kansai Yamamoto, 1973.
 
Bowie amava l’arte del mimo e le performance giapponesi Kabuki: Brian Duffy lo fotografò così per la copertina di Aladdin Sane.

Io ti saluto così, la più bastarda malattia ti ha portato via, ma si sà i grandi artisti non muoiono mai veramente, vivo in noi e nella storia per sempre. 

Possiamo essere eroi solo per un giorno

L’arte del Visual Merchandising 

  

Se vi siete mai fermati fuori da un negozio ad ammirare le maestria con cui è stata organizzata la vetrina , se siete stati distratti da un oggetto mentre giravate per uno store, o se vi siete perse nei particolare su oggetti in vendita, allora siete stati influenzati dal visual merchandising. 

  

Se avete comprato qualcosa dopo aver interrotto il vostro percorso fuori o dentro un negozio, vuol dire che avete ceduto alla forza di questa tecnica di vendita. 

In passato  i creativi , che nel mondo rendevano invitanti i negozi per rivenditori e clienti, erano noti come vetrinisti, o “artisti dell’allestimento” e avevano una funzione fondamentale o molto invidiata in una struttura commerciale. Raramente disponevano di budget generosi, dovendosi affidare al talento personale, si chiudevano in aria misteriosa negli uffici o si aggiravano furtivamente dietro le “quinte”  delle vetrine, per produrre opere d’arte sensazionali che attirassero l’attenzione e fossero ammirate dalla comunità dei consumatori  

  
 Negli anni 80, forse a causa di una recessione globale e della minaccia proveniente da internet e dall’e-commerce, i responsabili dei negozi misero improvvisamente in discussione il numero e le capacità di questi reparti aziendali che non producevano direttamente profitto.

Fu in tale occasione che i vetrinisti  furono chiamati ad esercitare la loro creatività anche all’interno del negozio, per l’allestimento degli scaffali  e l’esposizione delle merci. 

È stato allora che sono nati i visual merchandising. 

  

  
All’inizio non furono presi molto sul serio perché il loro ruolo non era ben definito. Presto però i visual merchandising cominciarono a impostare i reparti secondo “linee prospettiche”, “punti focali” e “hot shop”. 

Nasceva così un nuovo vocabolario e presto gli interni dei negozi iniziarono a schintillare come vetrine. 

  
Oggi i visual merchandising sono professionisti rispettati e ricercati, che non solo forniscono un servizio, ma anche ispirazione e valore commerciale 

  
Il mestiere del visual merchandising è un mestiere di arte pura di creatività di rischio e d’impegno, a discapito di tutti coloro che lo sottovalutano e non capiscono, che dove non arriva il commercio arriva l’arte. 

Come si dice …. Anche l’occhio vuole la sua parte, si compra con gli occhi e poi con tutto il resto! 

I love visual merchandising.